McCartney III

La nuova copertina di McCartney III può colpire per la sua semplicità, ma trovo sia molto più interessante il suo simbolismo.

È stata commissionata a Ed Ruscha ed è suo anche il font qui utilizzato. Con decenni di carriera alle spalle, Ruscha è un artista americano di oltre 80 anni, tradizionalmente associato al movimento della pop art, nato in Nebraska e attualmente residente in California.

La copertina pone il focus sul rendering di un dado perfettamente in equilibrio su uno dei suoi dodici spigoli (multiplo di 3). Seppure è l’elemento principale che catalizza l’attenzione dell’osservatore, il dado è completato dal suo stesso riflesso, dal font e dal background a gradiente.

Nella cultura popolare il dado è tradizionalmente simbolo riconosciuto di casualità. Concepito in “rockdown“, McCartney III non poteva non riferirsi a un contesto economico, culturale e sociale segnato dalla pandemia e falcidiato dall’incertezza. Il dado, in questo senso, ne è la rappresentazione ideale.

Ma in araldica il dado a sei facce simboleggia anche liberalità, fortuna e vittoria: ascoltando le parole del Macca in Find My Way (Let me help you out / Let me be your guide / I can help you reach / The love you feel inside) ci ricordiamo che non possiamo escludere anche un potenziale risvolto positivo come esito del lancio di un dado. Ed è per questo che il dado specchia se stesso nella copertina: sfortuna e sorte favorevole, due facce speculari, doppelganger di una forza senza scopo, imprevedibile e incontrollabile che plasma gli eventi.

Il font utilizzato è il Boy Scout Utility Modern elaborato da Ruscha all’inizio degli anni 80. L’artista lo definisce in questi termini: “It’s the kind of thing a carpenter might apply to making a letter form” (è il genere di cose che un falegname potrebbe fare per realizzare la forma di una lettera). Salta immediatamente all’occhio l’assenza di curve e l’impiego in via esclusiva di linee rette. Un font tutto spigoli, netto, chiaro. Privo di fronzoli. Speculare del contenuto dell’album? Certamente della produzione e della composizione, altrettanto schietta.

Infine, il background a gradiente. Si va dal nero, al beige, all’azzurro. Due piani che subiscono una diversa illuminazione e che si congiungono all’orizzonte. Seppure distribuito in molte varianti colorate, questa cover contrappone essenzialmente le sfumature del bianco e del nero: pur ammesso che la vita sia tutta una questione di ebony and ivory, dobbiamo ricordarci di non perdere mai di vista le relative sfumature di grigio.

Mamunia

Sources:
– https://www.itsnicethat.com/…/ed-ruscha-paul-mccartney…
– https://www.aarp.org/…/paul-mccartney-iii-album-review…
– http://kvadratinterwoven.com/ed-ruscha-on-paper

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