Twenty Fine Fingers

Tra i vari sodalizi creativi che il Macca ha stretto dopo i Beatles quello che preferisco è con Elvis Costello. Sarebbe potuto essere il più promettente in un universo parallelo in cui la collaborazione fosse andata avanti.

La premiata ditta McCartney-MacManus alla fine degli anni 80 ha generato un numero notevole di pezzi cofirmati, tra cui Back On My Feet (lato B di Once Upon a Long Ago), Veronica e Pads, Paws and Claws (su Spike di Costello), Shallow Grave (su All This Useless Beauty sempre del solo Costello) e ben altri 6 brani pubblicati tra Flowers In The Dirt (My Brave Face, Don’t Be Careless Love, That Day Is Done, You Want Her Too) e Off The Ground (Mistress and Maid, The Lovers That Never Were).

Chiaramente, ogni volta che Paul collabora con qualcuno, ecco ricicciare fuori la partenership beatlesiana e tutto viene giudicato in quella specifica prospettiva. Il nuovo Lennon? Gli chiedono. “Yeah, they both wore glasses. No matter how anyone reminds me of John, they’re not John“, risponde il Macca su “Conversations With McCartney”.

Ma una volta chiarito il perimetro della collaborazione, è Paul stesso a sottolineare le somiglianze tra l’impegno con Elvis Costello e il songwriting con John. In his own words:

We just sat down, started banging away until one of us had an idea, or either of us brought in something that had inspired us and we wrote in the same manner that John and I had written in. So that was nice, it was kind of reminiscent of using this method once again. And the great thing was, this time, once we were finished, we could go right downstairs into the studio itself – because we wrote in my office above the studio – and we’d go right downstairs into the studio the minute we’d finished it. Five minutes later we’d recorded it. Talk about fresh! That was hot off the skillet.

Paul McCartney

“Ci siamo semplicemente seduti, abbiamo iniziato a confrontarci finché uno di noi non ha avuto un’idea, o uno di noi non ha portato qualcosa che lo aveva ispirato e abbiamo scritto nello stesso modo in cui io e John scrivevamo. Per questo è stato bello di tornare di nuovo con la mente a questo modo di comporre. E la cosa grandiosa è stata che, una volta finito, potevamo scendere direttamente in studio – perché scrivevamo nel mio ufficio sopra lo studio – e potevamo direttamente entrare in studio al piano di sotto nel momento stesso in cui finivamo di comporre. Cinque minuti dopo avevamo registrato. Fresco appena sfornato!”

Tra tutti i bellissimi brani prodotti insieme, il mio preferito è forse il più semplice. Ed è uno dei tre brani “scartati” di questa collaborazione, insieme a Tommy’s Coming Home e I Don’t Want To Confess, recuperato in seguito per l’Archive Collection. Per anni, prima che il vero titolo del brano fosse rivelato, ho continuato a chiamarla 25 fingers e mi dicevo: “tò, guarda che strano, la protagonista di questa canzone ha 5 dita in più, chissà se in una sola mano o sparpagliate in giro”. Mi sono sempre piaciuti i freak.

Twenty fine fingers baby
I love your nails I love your touch
I love to touch you baby
It never fails to kill me
Some say gimme five
But I’ll give you ten
You could make it twenty
But you’re holding out again
Think it over think it over baby
Well think it over think it over baby

Twenty Fine Fingers

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