Check My Machine

Cos’è un binomio irreversibile? Si tratta di due parole che, per varie ragioni, sono saldamente utilizzate in coppia e in un ordine specifico. Le cause possono essere diverse, rime o allitterazioni, cacofonia, oppure semplicemente cliché o slogan. Un esempio è “rock and roll”, ma anche “the birds and the bees”, “loud and clear” o, in italiano, “equo e solidale”, “gratta e vinci”.

Anche “stick and stones” è un binomio irreversibile ed è posto dal Macca in apertura di Check My Machine. Il brano inizia infatti con una filastrocca per bambini che esordisce con questo binomio irreversibile.

Sticks and stones may break my bones, but names will never hurt me.

Check My Machine

Le origini di questa filastrocca, però, sono ben più antiche e risalgono almeno al 1800. La frase è diventata idiomatica per denunciare il bullismo e la capacità di resistergli, tenacemente.

Che cosa avesse in mente Paul McCartney durante le sessioni di registrazione di quello che, in seguito, sarebbe diventato McCartney II, lo può sapere solo lui. Registrò in modo autonomo e solitario seguendo solamente i propri impulsi, in quella libertà creativa totale che era stata propria del suo primo album solista e che sarà, quarant’anni dopo, propria anche di McCartney III.

Sperimentazione, assenza di qualunque costrizione, composizioni totalmente fuori registro e con esiti per niente scontati. Check My Machine è un esempio di questo vortice artistico e, nonostante sia stata inizialmente distribuita “solo” come B-Side di Waterfalls (in un binomio musicale geniale) nel tempo ha avuto i suoi afecionados (pare che in Brasile fosse una delle hit cult del movimento Samba rock degli anni 80).

Ho un’opinione personale ma piuttosto lucida di questi esperimenti musicali maccartiani e trovo che negli anni siano stati poco compresi, più per mancanza di curiosità che altro. Il motivo per il quale la carriera solista di Paul continua a tenermi incollate le orecchie ai suoi dischi è proprio la grandissima varietà delle sue produzioni.

Diventa complicato individuare uno stereotipo univoco per la sua musica, cosa invece che riesce molto più semplice con altri artisti contemporanei altrettanto amati e noti. Con Macca, la cosa si complica: è l’uomo delle grandi ballad, ma è anche l’uomo delle canzoni zuccherine e pop, è il rocker sempre in tour, è il poeta che scrive testi dal valore universale, ma è anche compositore di musica classica, elettronica, ambient, di colonne sonore per videogiochi, di assurdi remix oltre i confini della semplice rielaborazione.

Quando pensi di aver già visto tutto, ecco che ti assesta una nuova zampata e si lancia a comporre un musical, a scrivere canzoni per cartoni animati, a pubblicare libri per bambini, a coinvolgere un pool di artisti per coverizzare le tracce del suo ultimo album. Con Paul McCartney, semplicemente, non sai mai che cosa aspettarti. E Check My Machine è sempre lì, pronta a ricordarcelo. E ai detrattori, beh… “bastoni e pietre possono spezzarmi le ossa, ma le parole non mi feriranno mai“.

Mamunia

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