18 Giugno

Ogni anno, in questo giorno, mi chiedo che senso abbia celebrare una ricorrenza come il compleanno di un personaggio famoso.

Siamo abituati a festeggiare i compleanni, le feste, qualunque ricorrenza che abbia un valore intrinseco, per condividere un sistema di ricordi, emozioni, riferimenti che ci appartengono.

Ma ciò che rende unici questi momenti non è la mera occasione in sé, ma l’intenso valore individuale (e corale) che assume in termini emotivi: ci da l’impressione di superare delle pietre miliari, ordinate a scandire il corso della nostra vita. Un altro Capodanno, un altro anniversario, un altro compleanno, un altro Natale.

Un altro 18 Giugno.

Oggi torno la ragazzina che imparava come ascoltare un vinile (McCartney II). Quella che si gonfiava di emozione per canzoni con parole che capiva appena (Somebody Who Cares).

Mi sembra di vedere ancora le pareti di una cameretta cosparse di poster, con lo scotch a strappare lembi di vernice ogni volta che un beniamino (Beatles) ne sostituiva un altro (Backstreet Boys).

Ripenso a come fosse forte quella sensazione di stupore e di senso del giusto che ho provato ascoltando per la prima volta quei dischi (Red Rose Speedway, Revolver, Venus & Mars, Abbey Road, Flowers in The Dirt, Sgt. Pepper). Rifletto anche su come siano evoluti i miei gusti ascoltando oggi ciò che un tempo non riuscivo a capire (Check My Machine).

Ogni anno, in questo giorno, la mia memoria corre sulla linea dei ricordi, su ciò che ho attraversato, provato, sentito, sulle persone che ho conosciuto. In tutti quei momenti, c’è sempre stata una colonna sonora. E se suonava una canzone, era un brano di Paul McCartney.

Ognuno ha i propri segreti per onorare quel particolare momento significativo, per trasmettere l’affetto sincero ed esclusivo che si sprigiona in queste occasioni speciali. Ed il mio, oggi, è semplice ed è sempre lo stesso. Pensieri sparsi, un fondo di senso di gratitudine per aver scoperto ciò di cui avevo bisogno quando ero appena adolescente, per sapere ciò che voglio oggi che sono adulta. E un pugno di note, ce ne sono così tante tra cui scegliere.

Mamunia

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